Piccolo promemoria: Lunedì 3 settembre, a partire dalle ore 15.30 al Centro Culturale Candiani di Mestre, ci sarà la proiezione dei film selezionati per il Premio Città di Venezia, curato dal nostro socio Michele Serra e che ogni anno promuoviamo grazie al contributo del Comune di Venezia.
Questo il programma:
– presentazione da parte del vicesindaco di Venezia, dell’assessore alle attività culturali.
Proiezione di:
– Sur la route du paradis (Sulla strada del paradiso), Marocco 2011, regia Uda Benyamina, durata 43’, Cortometraggio vincitore. Lingue francese e arabo. Sottotitoli in italiano.
– Haujourd’hui (Oggi), Senegal 2011, regia di Alain Gomis, durata 86’.Lungometraggio vincitore. Lingua locale e francese. Sottotitoli in italiano;
– Hyderabad complaints chair (Lamenti su Hyderabad), India, 2011, regia di Murali Nair, durata 10’ 35”. Sottotitoli in inglese;
– Son of Babylon (Figlio di Babilonia), Iraq 2010, regia di Mohamed Al-Daradji, durata 90’. Lingue arabo e curdo. Sottotitoli in inglese;
– Lyiza, regia di Marie-Clémentine Dusabejambo, Ruanda, 2011, durata 21’ Lingua kinyarwanda. Sottotitoli in italiano;
– Quamar (India), durata 26’. Lingua indiana. Sottotitoli in inglese.
l cortometraggio marocchino, Sulla Strada del Paradiso, autrice una giovane donna di nome Uda Benyamina, descrive le traversie di una famiglia che emigra illegalmente dalla propria terra per l’Europa, dove spera di raggiungere in Inghilterra il capo famiglia. La loro storia si svolge in Francia: qui inizia e qui in qualche modo finirà.
Restiamo ancora in Africa ed ecco dal martoriato Ruanda un altro “corto”, Lyiza si intitola, ancora di una giovane, Marie-Clémentine Dusabejambo, che al festival africano, d’Asia e America Latina ha avuto il premio Cinit così motivato: “… Un messaggio di speranza che parte dalla dolorosa memoria e guarda ad un futuro di riconciliazione e fratellanza, perché ci insegna a scrivere sulla sabbia ciò che ci affligge e a scolpire sulla pietra ciò che ci dà gioia”.
Una regista ancora, indiana, Preeya Nair, ci presenta una simpatica ragazzina, Quamar (è anche il titolo del cortometraggio) costretta a lavorare per mantenere la famiglia. Simpatica e spigliata certamente, ma nello stesso tempo triste simbolo dei tanti minorenni, soprattutto donne, che ancor oggi nella moderna India devono subire la povertà e anche le imposizioni della tradizione, che non toglie loro la libertà di scegliere il tempo e della persona da sposare.
Porta un tono di allegria, invece, l’altro “corto” indiano, con cui, gioiosamente, canta i problemi che esistono in ogni città del mondo (la globalizzazione insegna) e quindi anche a Hyderabad, capitale del Kerala, Murali Nair: simpatici complessi musicali ci spingono alla spensieratezza con una musica esuberante e assai piacevole sullo sfondo di una città che vive tra confusione, tradizione e rinnovamento urbanistico. Il “Corto” si chiama Hyderabad complaints chair.
Son of Babylon (Figlio di Babilonia) è un magnifico toccante film del regista irakeno Mohamed Al-Daradji sullo sfondo dei tragici fatti della rivolta contro il dittatore Saddan. Ma non pecca di retorica e non esibisce solo dolore e stupore per le tante cose cattive che avvengono: un tocco di humor sa colorare anche la tragedia di qualche serenità comunicativa.
Infine Aujourd’hui (Oggi) di Alain Gomis, ci porterà in un misterioso Senegal, con un film certamente fuori e oltre gli schemi stilistici del cinema africano e si pone sullo schermo con un fascino inconsueto e inatteso. un’introspezione psicologica e spirituale che è una riflessione condotta con stile cinematografico sapiente e certamente sopra le righe.
(note e programma di Michele Serra)
