Nuovi progetti in Palestina

Progetti in Palestina Circa un anno fa la prima delegazione di Una Strada in Palestina ci ha raccontato le impressioni ricevute nelle visite ai villaggi e alle strutture educative: un racconto duro e triste che ha motivato l’associazione a trovare qualche progetto di aiuto che rispondesse però ai requisiti di controllo che guidano il nostro lavoro.
Alla fine abbiamo individuato 3 progetti, ne abbiamo già finanziati 2 e i loro referenti ci hanno inviato i primi riscontri:

Operazione Colomba nel villaggio At-Tuwani – zona di Hebron
L’Operazione Colomba è il Corpo Nonviolento di Pace dell’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, un’associazione internazionale che da oltre trent’anni opera nel mondo dell’emarginazione. Lo scopo del progetto è quello di sostenere le famiglie palestinesi in difficoltà, di ridurre la violenza con l’accompagnamento delle persone e l’interposizione nonviolenta, monitoraggio della situazione dal punto di vista del rispetto dei diritti umani.
Ci scrive Antonio De Filippis, il responsabile di Operazione Colomba:

“Nello specifico la Vostra offerta di 8.500 euro sarà destinata a coprire i costi (aereo, vitto. alloggio, assicurazione, spostamenti in loco e pocket money) di un volontario di lungo periodo per un anno.
A metà maggio mi sono recato personalmente sul posto per salutare i volontari (in questo momento sono presenti tre ragazzi). Sono rimasto colpito dai miglioramenti avvenuti nel piccolo villaggio di At-Tuwani: da poco è arrivata la luce e l’acqua per riempire le cisterne ad uso domestico. Ora, rassicurati dal nostro accompagnamento, i contadini palestinesi pascolano le greggi e raccolgono i loro prodotti nei campi appena adiacenti la colonia israeliana, dove solo qualche anno fa era pericoloso o addirittura vietato andare.”
“Un aspetto veramente importante e che mi riempe di gioia e gratitudine è stato il constatare che la scelta nonviolenta si sta radicando nelle coscienze delle persone: molta più gente è coinvolta in questo processo; non solo uomini, ma anche donne e bambini. Per noi rimane un grande privilegio accompagnare e supportare il comitato nonviolento nella sua crescita e nelle azioni concrete che, come vi accennavo, hanno già portato qualche frutto.”
“Purtroppo l’occupazione non è finita e le ingiustizie ai danni della popolazione continuano. Ultimamente i coloni israeliani hanno fatto irruzione in un villaggio vicino, spaventando i Palestinesi e danneggiando alcune proprietà. Pochi giorni prima erano stati distrutti una decina di alberi di ulivo, unica fonte di reddito per un intera famiglia. L’ultimo episodio risale a qualche giomo fa: l’intelligence israeliana è entrata ad At-Tuwani, scortata da circa quindici soldati. I militari israeliani hanno invaso la casa di un leader locale, hanno chiesto che gli abitanti cessassero le loro resistenza nonviolenta, minacciandoli di ritorsioni qualora avessero persistito nel far valere i propri diritti sulle terre. Fatti che dicono che la presenza di Operazione Colomba è ancora indispensabile. Una presenza da sempre costante. quotidiana. continuativa e che, non lo nascondo, ci richiede un grande sforzo.”
“Ancora un grazie di cuore perciò a tutti Voi per il supporto che ci avete dato: permettete a noi di non lasciare sole le persone di At-Tuwani.”

Centro Effeta – Betlemme
Il muro, che separa i villaggi e i territori, sta rendendo difficile i matrimoni: per i Palestinesi la tendenza è quella di sposarsi tra consanguinei anche per questioni di proprietà (mantenere all’interno della propria famiglia il patrimonio). Nascono così bambini con malattie ereditarie a volte anche gravi, che negli ultimi 5 anni sono notevolmente aumentate. Al primo posto ci sono malattie mentali, al secondo l’handicap della sordità.
Il «centro Effeta» – struttura dove operano 7 suore e 25 insegnanti – che ha come finalità principale la riabilitazione dei bambini sordi con il superamento dell’ handicap attraverso il metodo orale con la pratica dell’ascolto e della lettura labiale.
Suor Piera ci scrive:

“Vorrei comunicarvi come abbiamo utilizzato il denaro che generosamente ci avete donato [...] Come da progetto, abbiamo individuato alcuni alunni tra i più bisognosi e dal mese di Gennaio abbiamo contribuito per le spese del trasporto scuola – casa. Continueremo anche nei primi mesi del prossimo anno scolastico. I genitori sono stati molto contenti e vogliono manifestare tutta la loro gratitudine e riconoscenza.
Siete Provvidenza a voi tutti un grande e riconoscente SHUKRAN.”

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