Il dramma delle ragazze madri in Palestina

Non solo di guerra si muore in Palestina

Cari amici vi vogliamo riportare in questo post una lettera di sour Sophie Boeri che ci racconta, in poche righe, la drammatica situazione delle ragazze madri nella società palestinese. Non solo di guerra si muore nei territori palestinesi ma anche per l’arretratezza, l’inciviltà e la violenza della cultura predominante che uccide le donne che partoriscono al di fuori del matrimonio e porta all’abbandono dei piccoli. Davvero si tratta di un popolo chiuso tra due fuochi.

Gennaio 2007
La Crèche, Betlemme

Carissimi,
è con immenso piacere che ricevo il vostro dono, questo tesoro così prezioso per la continuità del nostro lavoro con i bambini. Eccovi quindi un piccolo riassunto sulla situazione della Crèche de la Sainte Famille a Betlemme in questo periodo di fine anno. Il pessimismo sulla situazione non fa che aumentare: la tensione è percettibile ovunque; l’accerchiamento soffoca sempre più la popolazione locale dove la miseria si fa sempre più sentire: niente lavoro, niente salario da più di dieci mesi per i funzionari, troppo pochi aiuti finanziari internazionali……, in breve un ozio imposto che si tira appresso la violenza e sanguinosi regolamenti di conti per cose da nulla. Malgrado il quadro nel quale viviamo la crèche si mantiene grazie alla provvidenza che ci permette di continuare la nostra opera per donare ai più sprovvisti e soprattutto ai nostri piccoli protetti, cibo, cure, educazione e più ancora l’amore e la tenerezza di cui sono privi. Accogliamo sempre più di 120 bambini interni ed esterni , piccolissimi fino a 6 anni per i quali cerchiamo di far fruttare al meglio il budget mensile. Le spese per la salute dei bambini non diminuiscono mai; un bambino che soffre di atresia esofagea è in trattamento continuo e ritorna ogni tre mesi all’ospedale Hadassah per consulti dove, secondo le sue condizioni, vengono decisi i nuovi esami cui deve essere sottoposto. Motassehm soffre per un’ernia leggere e dovrebbe essere operato, ma bisogna aspettare che prenda un po’ di peso. Il piccolo Mahammed vive con un blocco all’arteria polmonare ed è sotto trattamento da sei mesi alla fine dei quali dovrà essere sottoposto a nuovi esami per stabilire se dovrà continuare il trattamento per altri sei mesi o se dovrà essere operato; ed infine Ahmad è allergico al lattosio e al glucosio. è perciò molto fragile e con un sistema immunitario molto debole. Questi sono solo alcune delle molte situazioni alle quale se ne aggiungono di nuove ad ogni cambio di stagione. Per il resto, la situazione è desolante per quanto concerne le ragazze madri che abbiamo preso l’abitudine di proteggere: esse infatti arrivano molto difficilmente a Betlemme per cui ci ritroviamo con molti neonati morti abbandonati nella spazzatura o giacenti nelle celle frigorifere degli ospedali della regione in attesa di essere sepolti. piccole vite che avrebbero potuto essere salvate se solo ci fosse la libera circolazione delle persone! Tutto il personale dei servizi sociali, non ricevendo più alcun stipendio, non svolge alcuna delle proprie mansioni.
Nel ringraziarvi con tutto il cuore per il vostro sostegno e la vostra generosità e sperando di incontrarvi presto con tutta la mia sincera amicizia.

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